L'olio taggiasco si fa con l'oliva Taggiasca, la varietà della provincia di Imperia: la DOP Riviera Ligure con menzione Riviera dei Fiori ne richiede almeno il 90% e un'acidità massima dello 0,5%. Dal Golfo Dianese puoi visitare il Museo dell'Olivo Carli a Imperia Oneglia (8 km), l'Antico Frantoio Saguato a Diano San Pietro (4 km) e il frantoio seicentesco U Gumbu de Nuccio a Tovo Faraldi. A novembre l'olio nuovo si festeggia a Oneglia con Olioliva.
Da novembre a febbraio, sulle fasce dietro San Bartolomeo al Mare, sotto gli ulivi compaiono le reti. Si battono i rami con le pertiche e le olive cadono giù. È la raccolta della Taggiasca, la varietà da cui nasce l'olio taggiasco, dolce e leggero, il condimento su cui si regge quasi tutta la cucina del Ponente ligure.
Che cos'è l'olio taggiasco
La Taggiasca prende il nome da Taggia, 37 km a ponente del Golfo Dianese: secondo la tradizione furono i monaci benedettini del paese a selezionarla e a diffonderla nella Riviera. Oggi è l'oliva della provincia di Imperia. Piccola, ma ricca d'olio. L'olio che ne esce ha un profumo delicato e un sapore morbido, con note che ricordano il pinolo o il carciofo crudo.
Occhio alle etichette, però: «taggiasco» indica la varietà, non una denominazione protetta. L'olio tutelato è la DOP Riviera Ligure, e quello fatto con la Taggiasca porta la menzione Riviera dei Fiori. Per le olive da tavola e il paté c'è invece, dall'autunno 2025, la IGP Olive Taggiasche Liguri: solo varietà Taggiasca coltivata in Liguria, e niente deamarizzazione con agenti chimici alcalini, cioè con la soda.
DOP Riviera Ligure, menzione Riviera dei Fiori: le regole
La DOP Riviera Ligure è stata registrata nel 1997 e ha tre menzioni geografiche: Riviera dei Fiori, Riviera del Ponente Savonese e Riviera di Levante. La Riviera dei Fiori è la costa della provincia di Imperia, quella dove ti trovi. Il disciplinare, per questa menzione, fissa regole precise.
| Voce | Cosa prevede il disciplinare |
|---|---|
| Olive | Taggiasca per almeno il 90% |
| Raccolta | entro il 31 marzo |
| Resa | al massimo 25 kg di olio da 100 kg di olive |
| Acidità | non oltre 0,5 g per 100 g (per un extravergine qualsiasi il limite è 0,8) |
| Colore | da giallo a giallo verde |
| Sapore | fruttato, con un dolce deciso; ammessi un piccante leggero e un amaro appena percettibile |
I numeri li tiene il Consorzio di tutela, che in tutta la Liguria conta 359 aziende, 2.521 ettari di oliveti e 728.100 piante (campagna 2024/25). Ogni bottiglia certificata porta al collo un collarino giallo numerato.
Quasi tutti questi uliveti stanno su fasce, terrazze strette tenute su da muretti di pietra a secco. L'arte di costruirli è patrimonio immateriale dell'UNESCO, e basta una passeggiata sulle colline sopra San Bartolomeo per capire quanto lavoro ci sia dietro ogni litro. È anche il motivo per cui qui la raccolta si fa ancora in gran parte a mano, con pertiche e reti.
Come riconoscere un olio taggiasco buono
- In etichetta cerca «Riviera Ligure DOP» con la menzione «Riviera dei Fiori», più il collarino giallo del Consorzio.
- Guarda l'annata. L'olio non migliora con il tempo, quindi prendi quello dell'ultima raccolta.
- Meglio vetro scuro o latta, e a casa tienilo lontano da luce e fornelli.
- All'assaggio deve sapere di oliva fresca, dolce, con un filo di piccante in gola che il disciplinare stesso prevede; rancido e muffa sono difetti, senza discussioni.
- Per le olive, sulla confezione cerca la dicitura IGP Olive Taggiasche Liguri: vale per quelle in salamoia, denocciolate, conservate in extravergine e per il paté.
Il Museo dell'Olivo Carli a Imperia Oneglia
Dall'Hotel Villa Daniela al museo sono 8 km, una dozzina di minuti d'auto; in bici, sulla ciclovia Riviera dei Fiori, circa mezz'ora. Il Museo dell'Olivo ha aperto nel 1992 nella sede storica della Fratelli Carli, in via Garessio 13, e si sviluppa in 18 sale.
Dentro ci sono un tronco d'olivo fossile di 12 milioni di anni fa, anfore micenee, lucerne, oliere d'argento e la ricostruzione della stiva di una nave romana. In giardino crescono due olivi millenari accanto ad antichi frantoi tra Seicento e Ottocento, e si vede il frantoio moderno dell'azienda. Orari e biglietti verificali con il museo prima di partire. Imperia merita comunque la giornata intera: per Oneglia e Porto Maurizio c'è la guida a cosa vedere a Imperia, e le altre mete vicine sono nella pagina dei dintorni.
Frantoi da visitare vicino a San Bartolomeo al Mare
Qui i frantoi erano tantissimi. Lo storico locale Giorgio Fedozzi ne conta una ventina nella sola Tovo Faraldi e oltre 140 in tutta la valle di San Bartolomeo al Mare, frantoi «a sangue» mossi dalla forza di un animale. Oggi ne restano pochi, e alcuni si possono visitare.
- U Gumbu de Nuccio, a Tovo Faraldi (Villa Faraldi, circa 10 km): frantoio del Seicento azionato da un asinello, restaurato e inaugurato come museo dell'olio il 29 marzo 2025. Lo gestisce l'associazione Tovo nel Cuore, che lo apre per eventi e giornate dedicate, quindi informati prima.
- Antico Frantoio Saguato, a Diano San Pietro (4 km, 7 minuti d'auto): fa olio dal 1915, soprattutto di Taggiasca, in un edificio antico, e sul suo sito si prenota la visita al frantoio e all'uliveto.
- Frantoio di Sant'Agata d'Oneglia, sulle colline di Imperia (circa 13 km): lavora la Taggiasca dal 1827 e scrive di avere «la porta sempre aperta». Una telefonata prima non guasta.
Se vuoi vedere le macine in funzione, vieni durante la raccolta. Negli altri mesi i frantoi sono fermi e la visita diventa soprattutto assaggio e racconto, che a volte è anche meglio.
Olioliva, la festa dell'olio nuovo a Imperia
A novembre l'olio nuovo si festeggia a Oneglia con Olioliva, tra Calata Cuneo, piazza Dante e via Bonfante. La 25ª edizione, nel 2025, è durata dal 7 al 9 novembre con circa 200 espositori, degustazioni guidate, laboratori sensoriali e show cooking con chef e produttori. La organizza la Camera di Commercio Riviere di Liguria con Regione e Comune di Imperia: le date del 2026 vanno controllate sul sito della Camera di Commercio, mentre gli altri appuntamenti dell'anno li trovi nel calendario degli eventi del Golfo Dianese.
Poi c'è la prova più semplice. Una fetta di pane tostato, un filo d'olio nuovo, un pizzico di sale e basta: lì capisci perché qui l'olio non si compra al supermercato. Dove finisce quell'olio in cucina, dal brandacujun al coniglio con le olive, lo trovi nella guida ai piatti tipici della Liguria di Ponente.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra olio taggiasco e olio DOP Riviera Ligure?
Taggiasco indica la varietà di oliva, la DOP Riviera Ligure è la denominazione protetta. Con la menzione Riviera dei Fiori l'olio deve venire per almeno il 90% da olive Taggiasche e non superare lo 0,5% di acidità.
Quando si raccolgono le olive taggiasche?
Di solito da novembre a febbraio, battendo i rami sopra le reti. Il disciplinare della DOP fissa il termine della raccolta al 31 marzo.
Quanto dista il Museo dell'Olivo da San Bartolomeo al Mare?
Circa 8 km, una dozzina di minuti d'auto fino a via Garessio 13, a Imperia Oneglia. In bici, sulla ciclovia Riviera dei Fiori, serve circa mezz'ora.
Quando si tiene Olioliva a Imperia?
A novembre, in un fine settimana, nel centro di Oneglia: nel 2025 dal 7 al 9 novembre. Le date dell'edizione 2026 vanno verificate sul sito della Camera di Commercio Riviere di Liguria.
Le olive taggiasche hanno una IGP?
Sì. Dall'autunno 2025 le olive da tavola e il paté sono tutelati come Olive Taggiasche Liguri IGP: si producono in tutta la Liguria, solo con varietà Taggiasca e senza deamarizzazione chimica.
Fonti e approfondimenti
- Consorzio di tutela Olio DOP Riviera Ligure
- Agraria.org: disciplinare dell'olio Riviera Ligure DOP
- Wikipedia: Riviera Ligure (olio di oliva)
- Regione Liguria: olive taggiasche, ufficiale il riconoscimento IGP
- Fondazione Qualivita: Olive Taggiasche Liguri IGP (prodotti tutelati, muretti a secco UNESCO)
- Gambero Rosso: l'oliva taggiasca diventa IGP
- La mia Liguria (Regione Liguria): Taggiasca, identikit di un'oliva
- Wikipedia: olio extravergine di oliva (limite di acidità)
- Fratelli Carli: il Museo dell'Olivo Carlo Carli
- Rivieratime: la storia di U Gumbu de Nuccio, antico frantoio diventato museo
- Rivieratime: inaugurato U Gumbu de Nuccio a Tovo Faraldi
- Antico Frantoio Saguato, Diano San Pietro
- Frantoio di Sant'Agata d'Oneglia
- Camera di Commercio Riviere di Liguria: Olioliva 2025
- Camera di Commercio Riviere di Liguria: Olioliva, la festa dell'olio nuovo (organizzatori)
Foto di copertina: Uliveti sulle colline di Diano Arentino con il mare del Golfo Dianese sullo sfondo. Autore Tomatis Davide, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.
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